Jackie McLean: Ho preso a calci Charlie Parker

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Jackie McLean � stato uno dei primi jazzisti che ho apprezzato quando mi sono avvicinato al bebop. I suoi lavori giovanili erano facilmente fruibili ed immediati: mi piaceva quel suo timbro non consueto, tagliente ed abrasivo che mi portava a pensare al funk, una delle mie grandi passioni; mi attirava non poco l'idea di questo ragazzino di colore, quasi bianco, dignitosamente povero, cresciuto in condizioni difficili in un quartiere trincea, pieno di contrasti sociali, ma ricco di fermenti creativi, dove gli scontri autodistruttivi si alternavano agli incontri risolutori, di quelli che ti possono cambiare facilmente la vita in meglio.
Durante quegli anni ad Harlem non era difficile avere come compagno di merende e di studi un tale di nome Sonny Rollins; non era improbabile ritrovarsi a casa di Bud Powell, il quale, seduto al piano, ti spiegava l'armonia del jazz o avere il privilegio di andare in giro di notte con Charlie Parker, passando da un club all'altro, prestargli lo strumento perchŽ il suo se l'era impegnato e prenderlo addirittura a calci su sua espressa richiesta.
Da qui l'idea di scrivere un libro su colui che considero il pi� originale contraltista della storia del jazz moderno. Non intendevo, per˜, scadere nel semplice biografismo: ero interessato all'uomo, ma soprattutto ai suoi dischi.
Adoravo lo scenario, quasi fumettistico, di un'America anni Cinquanta in bianco e nero, quando iniziava a muovere i primi passi quel giovane altoista preso subito in carico da Miles Davis, del quale tutto si pu˜ dire, tranne che non avesse l'occhio lungo e le orecchie spalancate, quando si trattava di scegliere collaboratori a vario titolo. Senza indulgere nei facili sentimentalismi, ho sempre avuto l'impressione che Jackie McLean possedesse l'innata capacitˆ di travalicare immediatamente il ruolo di collaboratore e diventare amico: era bravo e rispettoso, apprendeva subito e non usciva mai dalle righe. La madre una ragazza della Carolina del Nord, che aveva studiato al college ed aspirava a fare l'insegnante, si era premurata di allevarlo secondo sani principi civili, morali e religiosi, facendogli frequentare i boy-scout e la chiesa di quartiere. Amato dai colleghi, ma talvolta dimenticato dai critici, Jackie McLean, non sempre agevolato dai discografici, ha avuto molti riconoscimenti istituzionali, ma poche medaglie dalla storiografia in genere.