Carlo Pisacane era convinto che la rabbia delle masse contadine avesse raggiunto il culmine e che il Sud fosse pronto per una rivoluzione contro il regime borbonico e contro i baroni. Con queste convinzioni in testa programm˜ la tragica spedizione di Sapri. Pensava che bastasse una ÇscintillaÈ, e cio� l'esempio individuale, per aprire gli occhi al popolo, fargli comprendere Çla sua forza e i suoi dirittiÈ, e trascinarlo in una rivolta inarrestabile. Era il teorico della Çguerra di popoloÈ. Faceva affidamento solo sulle forze insurrezionali interne, sulle milizie nazionali, non si aspettava nulla dall'aiuto straniero. Eppure giˆ in un paio di occasioni, nella guerra contro l'Austria e a Roma contro i francesi, aveva sofferto cocenti delusioni perchŽ il popolo, la massa, non si faceva coinvolgere nel conflitto (Aonia edizioni).